macOS 0day - Rubare il portachiavi - Hack Mur@Z

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venerdì, febbraio 08, 2019

macOS 0day - Rubare il portachiavi

Trova una falla zero-day in macOS, ma non fornisce i dettagli ad Apple

 
Il ricercatore ha diffuso un video in cui ne mostra l’efficacia. Per il sistema operativo desktop, però, non c’è un programma Bug Bounty.
Il tema della “responsible disclosure” sta diventando sempre più attuale e nel settore della sicurezza informatica si stanno moltiplicando i casi in cui gli stessi ricercatori esprimono un certo disagio per un meccanismo che non dà molte certezze.
Anche se molti sviluppatori hanno avviato programmi di Bug Bounty molto strutturati (le procedure che prevedono un compenso per chi segnala un bug – ndr) nel panorama IT ci sono ancora dei “buchi neri” che rendono il percorso piuttosto difficoltoso.
Uno di questi riguarda Apple, che non ha ancora avviato un programma del genere per macOS, limitandosi a prevedere dei compensi (anche generosi) per chi segnala vulnerabilità di iOS.
A prendersela con questa mancanza dell’azienda di Cupertino è oggi Linus Henze, un ricercatore che ha individuato una grave falla in Accesso Portachiavi, l’app che permette di gestire le credenziali (username e password) su macOS.
L’exploit messo a punto da Henze permette di rubare tutte le credenziali in una manciata di secondi e, stando a quanto spiega il ricercatore in un’intervista con Bleeping Computer, funziona fino a quando il portachiavi è “aperto”, cioè fino a quando l’utente ha eseguito un login.
 
Inutile dire che uno strumento simile nelle mani di un pirata informatico potrebbe avere effetti devastanti, ma per il momento è difficile che arrivi una patch.
Henze sostiene di essere stato contattato da Apple dopo la pubblicazione del video, ma di essersi rifiutato di fornire dettagli sulla vulnerabilità. L’azienda di Tim Cook, come abbiamo accennato in precedenza, non ha un programma di Bug Bounty per macOS e il ricercatore sembra farne un punto di principio.
Ora vedremo come si svilupperà la vicenda, mail problema rimane. Per poter contare su un sistema “oliato” nel report delle vulnerabilità, infatti, l’esistenza di regole chiare per tutti sarebbe qualcosa di estremamente positivo. Per il momento siamo ancora al Far West.
 
Fonte: securityinfo.it